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	<title>EvenEightsRecords &#187; Nico Gori</title>
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	<description>Publishing House/Recordings Label</description>
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		<title>Neverwhere Recensione Beatbear</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 05:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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Dove sarà il Nev­er­where di Renato Can­tini? Non certo in un auto­grill o in un super­me­r­cato, non può essere il non-luogo di Marc Augé. Sarà piut­tosto un affasci­nante richi­amo verso spazi aperti scon­fi­nati nel nulla, dove tutto può accadere. Des­o­late lande di suoni infiniti in cui l’ascolto può perdersi e la mente diva­gare accom­pa­g­nata dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/Renato-Cantini-Neverwhere.jpg" rel="lightbox[245]"><img src="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/Renato-Cantini-Neverwhere.jpg" alt="" title="Renato-Cantini-Neverwhere" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-259" /></a><br />
Dove sarà il Nev­er­where di Renato Can­tini? Non certo in un auto­grill o in un super­me­r­cato, non può essere il non-luogo di Marc Augé. Sarà piut­tosto un affasci­nante richi­amo verso spazi aperti scon­fi­nati nel nulla, dove tutto può accadere. Des­o­late lande di suoni infiniti in cui l’ascolto può perdersi e la mente diva­gare accom­pa­g­nata dalle improvvisate linee della tromba.<br />
Renato Can­tini, musicista poli-strumentista toscano, dopo essere stato mem­bro del combo sper­i­men­tale Soul­clash, decide di pub­bli­care un anno fa il suo ottimo esordio. E lo fa per la Even8 Records, pic­cola e cor­ag­giosa etichetta indipen­dente nata nel 2006 e impeg­nata tra jazz, elet­tron­ica e sperimentazione.<br />
<span id="more-245"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Soltanto nove brani, cias­cuno di lunghezza sag­gia­mente cal­i­brata sui tre minuti, in un disco auto­prodotto, reg­is­trato negli studi casal­inghi di Renato e imprezios­ito dal raf­fi­nato art­work di Ste­fa­nia Ugolini.<br />
L’alternarsi di reg­istri è la por­tante di un album capace di aprirsi con un arpeg­gio pret­ta­mente chi­tar­ris­tico dal sapore vaga­mente post-rock e di chi­ud­ersi con una mist­ica danza ori­en­tale, snodan­dosi attra­verso rit­miche cam­pi­onate e arpeggi min­i­mali. La con­vivenza di stru­menti tradizion­ali (chi­tarre, bat­te­ria e fiati) ed elab­o­razioni com­put­er­iz­zate, che è ormai ter­reno fer­tile per gran parte dei jazz­isti mod­erni, è qui por­tata all’estremo. Un amal­gama di ele­menti frutto anche dell’incontro di una schiera di ottimi musicisti, ma sopratutto delle illim­i­tate visioni del suo autore. Il musicista toscano si destreg­gia tra basso e com­puter pro­gram­minig, ma è la sua tromba a fare da trait d’union di un lavoro che riesce nella non facile impresa di non perdere mai la bussola.<br />
<a href="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/Renato-Cantini.jpg" rel="lightbox[245]"><img src="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/Renato-Cantini.jpg" alt="" title="Renato-Cantini" width="190" height="126" class="alignright size-full wp-image-258" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La chi­tarra di Daniele Prin­ci­pato, com­pagno di avven­tura di Can­tini nell’esperienza Soul­clash, apre “Kill The Man With The Tie” (scritta a quat­tro mani dai due) con un ipnotico ped­ale e lievis­sime vari­azioni armoniche su cui la tromba svisa in lib­ertà. La suc­ces­siva title-track è invece ori­en­tata verso ter­ri­tori più clas­si­ca­mente jazz, anche se le tastiere non man­cano di affi­an­care le spaz­zole della bat­te­ria. Nev­er­where si arric­chisce della parte­ci­pazione al sax tenore di Clau­dio Ingletti e al sax soprano di Nico Gori, ormai bril­lante stella della scena jazz inter­nazionale, che è anche co-autore del brano. Con “Toys” gli arran­gia­menti virano verso l’elettronica, men­tre “Smiles” è più funky con basso, bat­te­ria e piano elet­trico. La sostanza però non cam­bia. In “Palo­mar” Can­tini invece si fa aiutare da Ste­fano Tam­bor­rino alla bat­te­ria, il cui con­trib­uto dis­creto è pre­sente anche nei suc­ces­sivi brani della rac­colta. “La Casa di Edward” è poi in qualche modo il man­i­festo del disco, una tirata di jazz elet­tron­ico in cui la chi­tarra acus­tica arriva dopo tre minuti di drum-machine e basso elet­trico a chi­ud­ere il brano, per finire però trit­u­rata anch’essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola Per­fetti</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="aligncenter" title="Beatbear" href="http://www.beatbear.com/renato-cantini-neverwhere.html" target="_blank">Beatbear</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Renato Cantini Neverwhere ( Even Eights Records 2010) &#8211; Recensione JazzIt</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 22:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Evocazioni atmosferiche, paesaggi sonori: così si potrebbero definire i brani di &#8220;Neverwhere&#8221; , che Renato Cantini ha inciso affiancando alla sua tromba sia un gruppo di strumenti acustici, sia le sonorità da lui stesso generate grazie alla programmazione al computer. Un album, dunque, che sfrutta le possibilità (anche di auto-produzione: il disco è inciso nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/recensione-jazzit.jpg" rel="lightbox[224]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-225" title="recensione jazzit" src="http://www.eveneightsrecords.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/recensione-jazzit-150x150.jpg" alt="Jazz It" width="150" height="150" /></a>Evocazioni atmosferiche, paesaggi sonori: così si potrebbero definire i brani di &#8220;Neverwhere&#8221; , che Renato Cantini ha inciso affiancando alla sua tromba sia un gruppo di strumenti acustici, sia le sonorità da lui stesso generate grazie alla programmazione al computer. Un album, dunque, che sfrutta le possibilità (anche di auto-produzione: il disco è inciso nel suo studio privato) offerte dall&#8217;alettronica, accostandole a quelle dell&#8217;improvvisazione di marca più strettamente jazzistica: il risultato è decisamente insolito, propenso ad atmosfere sfumate e malinconiche. In queste nove miniature sonore, quasi tutte di durata intorno ai due o tre minuti, Cantini riesce a creare ogni volta nuove soluzioni timbriche e formali, aprendo una serie di finestre su territori musicali ora delicati e sognanti, ora screziati da graffi più inquieti. (SP)</p>
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		<title>Neverwhere Di Renato Cantini</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le visioni del trombettista\bassista toscano raccontate da una disco fortemente contaminato. Un lavoro dedicato ai non-luoghi. La rievocazione di ambienti più nascosti descritti attraverso un linguaggio composto da varie identità. Renato Cantini offre matite dalle tinte scure ai suoi ospiti per autografare un quadro surreale, violento e malinconico.

Renato Cantini &#8211; Neverwhere (Even, 2010)
Contributed by Andrea Ferraris
Tuesday, 27 April 2010

Krishna sia lodato, non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le visioni del trombettista\bassista toscano raccontate da una disco fortemente contaminato. Un lavoro dedicato ai non-luoghi. La rievocazione di ambienti più nascosti descritti attraverso un linguaggio composto da varie identità. Renato Cantini offre matite dalle tinte scure ai suoi ospiti per autografare un quadro surreale, violento e malinconico.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="200" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/3661585247722/4/black/0/0/0/it/" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="200" src="http://player.believe.fr/player/3661585247722/4/black/0/0/0/it/" quality="high" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Renato Cantini &#8211; Neverwhere (Even, 2010)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Contributed by Andrea Ferraris</p>
<p style="text-align: justify;">Tuesday, 27 April 2010</p>
<p style="text-align: justify;">
Krishna sia lodato, non solo per i dolcetti gratis ai concerti degli Shelter di tanti anni fa ma anche perché lui o qualcuno per lui ha fatto sì che oltre alle tonnellate di immondizia pseudo-pop indie di quart&#8217;ordine, musica alternativa italiana mal fatta e metal cross-over che manco alla recita della scuola, ogni tanto riceviamo qualche bel disco da perfetti sconosciuti. Renato Cantini forse non vi stravolgerà la vita e per di più è immerso fino alla punta dei capelli nel jazz, ma ce ne fossero.<br />
Si tratta di jazz melodico ma allo stesso tempo freddo che mi ricorda alcune delle cose tardo-elettriche di Miles Davis (il mio periodo preferito) che in modo diretto o indiretto ha influenzato parecchio questo lavoro visto che quel suono quasi freddo ma ultra viscerale, notturno con quel tanto di elettrico ed elettronico sarebbe piaciuto anche a quello che era ancora un buon Marcus Miller. Allo stesso tempo pur trattandosi di un disco a suo modo relativamente tradizionale si veste di suoni (e credo di influenze) di una parte del catalogo ECM (penso ad alcuni lavori di David Torn meno sperimentali tanto per citarne uno). Si tratta di un disco molto ascoltabile tanto che l&#8217;ho messo in ripetizione varie volte mentre facevo altro, allo stesso tempo non perde nessun tipo di finezza per rendersi forzatamente facile, infatti il lavoro di arrangiamento dà l&#8217;idea di essere stato in funzione della canzone e non per puro tecnicismo come spesso accade in molti lavori. Trombe davisiane, chitarre, percussioni e batterie molto lisce, basso caldo e avvolgente come richiesto dal ruolo e soluzioni classiche fatte con gusto e sobrietà. Un disco molto da manuale ma molto piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sodapop.it/rbrth/content/view/887/9/">http://www.sodapop.it/rbrth/content/view/887/9/</a></p>
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